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ACCOGLIENZA

Progetti SAI

Cosa era lo SPRAR?

Lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo Rifugiati) è stato istituito ai sensi dell’articolo 32, 1-sexies della Legge n. 189/2002 ed era costituito dalla rete degli enti locali che, per la realizzazione di progetti di accoglienza di migranti forzati accedevano volontariamente al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo e il cui coordinamento era affidato all’Anci dal Ministero dell’Interno.

Come funzionava?

La rete di enti locali, di cui sopra, si avvaleva del prezioso supporto delle realtà del terzo settore ed, insieme ad altri attori territoriali in diverso modo coinvolti, costituiva una rete strutturata funzionale al garantire l’erogazione di servizi finalizzati all’ “accoglienza integrata”. Essa si basa sulla costruzione di percorsi individuali. A mero titolo di esempio questi sono i principali servizi offerti: accoglienza, integrazione, inserimento socio-economico attraverso accompagnamento verso l’autonomia lavorativa (attivazione borse lavoro, ricerca impiego, laboratori artigianali, etc); si eroga inoltre supporto nella ricerca alloggio ai fini dell’autonomia abitativa, accompagnamento e sostegno socio-sanitario, si evidenziano i servizi sociali disponibili sul territorio, gestione quotidiana di corsi di alfabetizzazione, attività di socializzazione.

Da SPRAR a SIPROIMI

Il D.L. 4 Ottobre 2018, n. 113, convertito in Legge 1 Dicembre 2018, n. 132, rinomina il Sistema di protezione per richiedenti asilo, rifugiati e minori stranieri non accompagnati  (SPRAR)  in  SIPROIMI – Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati.  

Cosa implica questo passaggio?

L’accesso al Sistema oggi è riservato solamente ai titolari di protezione internazionale e a tutti i minori stranieri non accompagnati. Inoltre, la nuova disposizione normativa prevede che possano accedere ai servizi di accoglienza integrata del SIPROIMI anche i titolari di permesso di soggiorno per: vittime di violenza o tratta, vittime di violenza domestica, motivi di salute, vittime di sfruttamento lavorativo, calamità, atti di particolare valore civile.

Da SIPROIMI a SAI

SAI, Sistema di accoglienza e integrazione, è l’acronimo che indica il nuovo sistema di accoglienza previsto dal D.L. 130/2020, e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 Ottobre 2020. Il SAI sostituisce il SIPROIMI, introdotto dal primo Decreto Sicurezza nel 2018.

Cosa implica questo passaggio?

Il modello SAI tende a ricalcare quello degli SPRAR. Viene reintrodotta la possibilità per i richiedenti asilo di accedere a questi percorsi di accoglienza, seppur in forma nuova. Il modello SAI prevede infatti due livelli differenti di erogazione dei servizi: uno dedicato ai richiedenti asilo ed un altro destinato ai soli titolari di protezione internazionale.

K-Pax e SPRAR/SAI sul territorio bresciano

La Cooperativa Sociale K-Pax Onlus è, insieme alla Comunità Alloggio Casa Giona (Parrocchia San Salvatore), ente gestore dello SPRAR/SIPROIMI di Breno intitolato “Breno città aperta”, dove normalmente vengono ospitati  richiedenti e titolari di protezione internazionale, e “Breno protegge” dedicato a 5 ragazzi richiedenti e titolari che presentano vulnerabilità.
Il nostro progetto sperimenta con successo l’efficacia dell’elaborazione e della realizzazione di un percorso personale di integrazione formativa, lavorativa e abitativa in tempi chiari e definiti, nel rispetto delle linee guida ministeriali dello SPRAR/SAI.
Dal 2014 K-Pax gestisce poi 20 posti di accoglienza a Brescia nell’ambito del progetto denominato “Brescia Articolo 2” all’interno del quale collaborano diversi enti: il Comune come capofila, la Cooperativa Tempo Libero e ADL a Zavidovici come enti gestori, l’associazione psicologi per i popoli nel mondo, Fondazione Piccini e sportello Rifugiati CGIL come partner.
Dal 2016 nasce poi il progetto “Brescia Provincia aperta” gestito da K-Pax, aumentando le disponibilità all’accoglienza sul territorio.

Progetti attivi ad oggi

  • Progetto SAI “Breno Città Aperta”, capofila Comune di Breno, partner comuni di Edolo, Malegno, Cividate, Darfo;
  • Comunità Alloggio Casa Giona (modello misto: 4 posti ordinari donne, 3 ordinari uomini, 5 disagio mentale);
  • Progetto SAI“Brescia Articolo 2”, Ente Gestore Comune di Brescia;
  • Progetto SAI “Brescia Provincia Aperta”, Capofila Provincia di Brescia, partner comuni di Brescia, Castenedolo;
  • Progetto SAI Breno Disagio Mentale, capofila Comune di Breno, partner comuni di Edolo, Malegno, Cividate, Darfo, Capo di Ponte.

L’accoglienza è un diritto ed un dovere, non un’opzione o una buona volontà.

Carlo Cominelli

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